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Teschi umani in Messico

gennaio 30, 2013
teschi umani Messico

Teschi umani Messico

Gli archeologi della Georgia State University hanno scoperto un enorme deposito di teschi umani nei pressi dell’antico lago Xaltocan, sede di alcune popolazioni precolombiane totalmente differenti da quella di Teotihuacan.

teschi umani messico

Il lago Xaltocan ospitava, tra il VII e IX secolo d.C., una cultura che nutriva probabilmente qualche attrito con la decadente Teotihuacan, la città che ospitava la famigerata Piramide del Sole sede di numerosissimi sacrifici umani rituali. Durante un’analisi delle immagini satellitari dell’area attorno a Teotihuacan, Christopher Morehart e i suoi colleghi hanno scoperto la presenza di un sito che mostrava segni di saccheggio. L’investigazione sul posto ha portato alla scoperta di oltre 150 teschi umani completi, molti dei quali presentano anche alcune vertebre quasi intatte ancora attaccate alla base del cranio. Le ossa finora analizzate appartengono per lo più a uomini, e risalirebbero ad oltre 1.100 anni fa.
 Il ritrovamento è importante perché testimonia la pratica di sacrifici umani anche in culture ben diverse da quelle dei grandi insediamenti urbani del tempo. “E’ incredibilmente interessante pensare che questo piccolo posto nel bel mezzo della regione possa essere uno dei più grossi siti di sacrifici umani dell’antica Mesoamerica” sostiene Morehart. Il lago Xaltocan ospitava al tempo il popolo Otomi, una delle prime culture complesse delle Americhe che praticava una forma di sciamanesimo particolarmente legato agli animali locali, come il giaguaro o il puma.
Fino ad ora non c’era alcuna testimonianza di sacrifici umani di massa nelle popolazioni che vivevano sulle rive del lago Xaltocan, specialmente in quelle del tutto differenti dalla cultura di Teotihuacan e di altre grosse potenze regionali.  I sacrifici umani rituali venivano generalmente effettuati nel centro di grandi città, in particolare nei pressi o sulla cima delle grandi piramidi.
“In questo caso si tratta di un grande evento in un piccolo posto” sostiene Destiny Crider, archeologa al Luther College dello Iowa.
Vicino ai crani è stato scoperto un piccolo santuario contenente statuette raffiguranti alcune divinità locali legate all’acqua e all’agricoltura. La presenza del santuario e il fatto che le vittime sacrificali fossero per la maggior parte uomini suggerisce che si sia trattato di un atto ben pianificato, e non del semplice massacro di un intero villaggio. I ricercatori ritengono che questi rituali siano emersi durante la caduta di Teotihuacan, un periodo in cui alcune culture locali in precedenza marginali iniziavano ad affermarsi come nuove potenze regionali. “Forse avevano bisogno di intensificare le loro attività perché tutto il loro mondo stava cambiando. Quando la situazione è incerta, si tentano nuove strategie” sostiene Crider. La decapitazione rituale in Mesoamerica era una questione un po’ più sanguinolenta che in altre parti del mondo. La lavorazione del metallo per farne lame affilate e appuntite non arrivò in Messico prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli, ma i locali si erano attrezzati bene con uno strumento letale quanto una spada e brutale come una mazza ferrata.
Per quanto riuscissero a lavorare rame, argento e oro (solo da qualche secolo), i locali non riuscirono mai a sfruttare le potenzialità del bronzo o del ferro, preferendo la pietra lavica come strumento da taglio. L’ossidiana è eccellente per la fabbricazione di lame di pietra, ma una lama realizzata con questo materiale presenta un filo non uniforme, e tende a frammentarsi in piccole schegge che rimangono inevitabilmente incastrate nel corpo del bersaglio. Gli archeologi della Georgia State University hanno scoperto un enorme deposito di teschi umani nei pressi dell’antico lago Xaltocan, sede di alcune popolazioni precolombiane totalmente differenti da quella di Teotihuacan. Il lago Xaltocan ospitava, tra il VII e IX secolo d.C., una cultura che nutriva probabilmente qualche attrito con la decadente Teotihuacan, la città che ospitava la famigerata Piramide del Sole sede di numerosissimi sacrifici umani rituali. Durante un’analisi delle immagini satellitari dell’area attorno a Teotihuacan, Christopher Morehart e i suoi colleghi hanno scoperto la presenza di un sito che mostrava segni di saccheggio.

L’investigazione sul posto ha portato alla scoperta di oltre 150 teschi umani completi, molti dei quali presentano anche alcune vertebre quasi intatte ancora attaccate alla base del cranio. Le ossa finora analizzate appartengono per lo più a uomini, e risalirebbero ad oltre 1.100 anni fa. Il ritrovamento è importante perché testimonia la pratica di sacrifici umani anche in culture ben diverse da quelle dei grandi insediamenti urbani del tempo. “E’ incredibilmente interessante pensare che questo piccolo posto nel bel mezzo della regione possa essere uno dei più grossi siti di sacrifici umani dell’antica Mesoamerica” sostiene Morehart. Il lago Xaltocan ospitava al tempo il popolo Otomi, una delle prime culture complesse delle Americhe che praticava una forma di sciamanesimo particolarmente legato agli animali locali, come il giaguaro o il puma. Fino ad ora non c’era alcuna testimonianza di sacrifici umani di massa nelle popolazioni che vivevano sulle rive del lago Xaltocan, specialmente in quelle del tutto differenti dalla cultura di Teotihuacan e di altre grosse potenze regionali.
I sacrifici umani rituali venivano generalmente effettuati nel centro di grandi città, in particolare nei pressi o sulla cima delle grandi piramidi.
“In questo caso si tratta di un grande evento in un piccolo posto” sostiene Destiny Crider, archeologa al Luther College dello Iowa. Vicino ai crani è stato scoperto un piccolo santuario contenente statuette raffiguranti alcune divinità locali legate all’acqua e all’agricoltura. La presenza del santuario e il fatto che le vittime sacrificali fossero per la maggior parte uomini suggerisce che si sia trattato di un atto ben pianificato, e non del semplice massacro di un intero villaggio. I ricercatori ritengono che questi rituali siano emersi durante la caduta di Teotihuacan, un periodo in cui alcune culture locali in precedenza marginali iniziavano ad affermarsi come nuove potenze regionali. “Forse avevano bisogno di intensificare le loro attività perché tutto il loro mondo stava cambiando. Quando la situazione è incerta, si tentano nuove strategie” sostiene Crider.
La decapitazione rituale in Mesoamerica era una questione un po’ più sanguinolenta che in altre parti del mondo. La lavorazione del metallo per farne lame affilate e appuntite non arrivò in Messico prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli, ma i locali si erano attrezzati bene con uno strumento letale quanto una spada e brutale come una mazza ferrata. Per quanto riuscissero a lavorare rame, argento e oro (solo da qualche secolo), i locali non riuscirono mai a sfruttare le potenzialità del bronzo o del ferro, preferendo la pietra lavica come strumento da taglio. L’ossidiana è eccellente per la fabbricazione di lame di pietra, ma una lama realizzata con questo materiale presenta un filo non uniforme, e tende a frammentarsi in piccole schegge che rimangono inevitabilmente incastrate nel corpo del bersaglio.
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