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Boati e luci nel cielo del Garda

febbraio 26, 2013
Lago del Garda UFO avvistamenti

Lago del Garda

Ormai è ufficiale: tra il lago di Garda e la fenomenologia «X-Files» è scoppiato un autentico feeeling dai contorni paranormali.

Avvistamenti UFO  alieni italiani

Così, dopo il cugino del mostro di Lochness e il fantasma di Claretta Petacci «avvistati» a più riprese negli ultimi tempi, l’ultima storia incredibile in ordine cronologico è detonata come una bomba l’altra sera, verso l’ora del pirlo. E non solo in senso figurato. «Chi ha sentito il boato delle 19?», scrive a bruciapelo su Facebook Massimiliano Di Liberto, salodiano doc, uno che in paese lo conoscono pure i fantasmi. Manco il tempo di scrollare un paio di volte la bacheca del social network, e cominciano a spuntare timidi i primi attestati di solidarietà «audiovisiva». Di altra gente che ha visto e sentito: in due minuti, la «rete» si riempie di testimonianze. LA DOMANDA, però, è sempre quella: cos’è stato quel fragore micidiale? Ma soprattutto: cos’è stato quel folgorante bagliore in cielo che l’ha accompagnato, illuminando a giorno la sera gardesana? Mille ipotesi, nessuna certezza. «Per una manciata di secondi ho visto fuori dalla finestra una luce chiarissima – racconta Aron Zani -. E poi quel tuono micidiale, non riuscivo a capire cosa stesse realmente succedendo». «SENTITO ANCH’IO», scrive in rima un altro testimone, stavolta via Twitter. «Ho notato una palla di luce esplodere letteralmente sopra il lago. Sembrava un lampo, ma non ho mai visto niente di simile».

Da Portese, intanto, fioccano segnalazioni di un black-out totale; conferme del bizzarro e inspiegabile fenomeno arrivano pure da Paitone, Desenzano, Limone, Roè Volciano. Una ragazza, Lara Lamberti, scrive di aver avvertito l’eco del «sonic-bang» a Monzambano, nell’alto mantovano. MA NON È TUTTO. Già, perché da Salò – vero e proprio centro nevralgico delle percezioni extrasensoriali gardesane – sono in molti a segnalare un altro fatto bizzarro: un fitto accumulo di gatti attorno a una rotonda del paese. Come se i felini salodiani si fossero radunati tutti lì, per restare uniti di fronte all’Apocalisse. Per gli incalliti delle «altre» scienze, però, ormai il dado è tratto. Il confine tra bagliore e abbaglio si confonde in un istante di deflagrante fragore. Tornare indietro, ormai, è pressoché impossibile. «Nel caso un jet fosse esploso passando la barriera del suono si spiegherebbero il boato e il lampo, ma non il tuono prolungato», sostiene un aspirante ingegnere aerospaziale; e ancora, testualmente dallo sbilenco calderone di spiegazioni ultra-razionali al fenomeno circolate ieri sul web: «fulmini globulari», «bolla magnetica», «secessione aliena», fino all’ever-green nichilista «è la fine del mondo». E se fosse opera del Godzilla che abita in fondo al lago? Una scodata del mostro?

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